OLIO DI OLIVA: dal 1 luglio obbligatorio in Europa indicare origine olii vergini e extravergini, per Adoc una vittoria dei consumatori e del Made in Italy |
Da oggi in Europa è obbligatorio indicare in etichetta l'origine degli oli vergini e extravergini d'oliva. In questo modo gli oli ricavati dalla spremitura di olive spagnole, greche o tunisine non potranno essere spacciati come Made in Italy. Una vittoria dei consumatori, sottolinea l'Adoc.
"Oggi si realizza una grande vittoria per l'Adoc e i consumatori - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - prevedere come obbligatoria l'indicazione del luogo d'origine delle olive impiegate per la produzione di olio vergine e extravergine d'oliva è fondamentale per tutelare la salute e i diritti del consumatore e il Made in Italy. In Italia si importano prodotti provenienti da altri Paesi europei che non rispettano le severe norme di produzione vigenti nel nostro Paese. Prodotti per cui non è garantita né la tracciabilità né l'etichettatura e per i quali si utilizzano fitofarmaci o concimi da noi vietati da oltre 20 anni. Ora, con l'entrata in vigore del Regolamento CE n.182 del 6 marzo 2009, sarà possibile valorizzare pienamente la qualità dell'olio italiano e dei suoi oliveti e proteggere un settore che fattura circa 2 miliardi di euro l'anno."
L'Adoc auspica un'estensione della tutela a livello mondiale e ai prodotti che ancora ne sono sprovvisti.
"Ora, il Governo e l'Unione Europea devono lavorare a livello WTO per riuscire a ottenere la tutela delle denominazioni tipiche in tutto il mondo - continua Pileri - non si può rischiare di distruggere un patrimonio gastronomico unico al mondo come quello italiano. Sono noti i commerci equivoci, soprattutto in Usa e in Oceania, che vanno a danneggiare non solo i produttori italiani, ma anche la fama di determinati prodotti che non raggiungono le qualità organolettiche degli originali. Inoltre, la normativa sull'etichettatura e la tracciabilità deve essere estesa anche a quei prodotti, come la carne di maiale, i salumi e la carne di pecora, che non ne sono ancora provvisti".

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