UIL FPL: la conferma di un vecchio legame di collaborazione tra Adoc e il sindacato dei poteri locali per affrontare problemi sentiti profondamente dalle famiglie italiane |
3° Congresso Nazionale della Federazione Poteri Locali
Bellaria, 25 gennaio 2010-01-26
Intervento di saluto del Presidente dell’Adoc Carlo Pileri
La relazione di Torluccio ha perfettamente introdotto alcune considerazioni che sto per fare e che concernono la politica consumeristica.
Innanzitutto il problema della crisi economica delle famiglie italiane, e del conseguente assottigliamento dei risparmi e viceversa del progressivo indebitamento.
E’ un fenomeno nuovo per l’Italia, che lo sta vivendo dal 1992, e che si è acuito dal 2002 con l’introduzione dell’Euro e con la conseguente speculazione che si è innescata sui prezzi e su molte tariffe.
Oggi, dopo 8 anni, gli stessi che hanno avviato la spirale inflazionistica, molto superiore, dieci volte più grave di quanto indicato dall’Istat, si trovano oggi in difficoltà. Negozianti e industriali soprattutto di determinati settori non prioritari, stanno addirittura chiudendo bottega, con conseguente drammatiche sul piano occupazionale.
Per uscirne è necessario evitare il catastrofismo, e anche il perdurare in denunce, che abbiamo giustamente fatto, ma che oggi dobbiamo lasciare alle nostre spalle.
Invece credo che dovremo cominciare a lavorare per un dialogo costruttivo tra tutti. Forze sociali, in primo luogo sindacati. Consumatori, istituzioni regionali locali e nazionali.
L’obiettivo deve essere quello di ridurre i prezzi.
Casa (mutui o affitto che sia)., spesa alimentare, energia e trasporti sono i settori che devono ridurre del 15% almeno l’attuale costo per le famiglie. Se non si liberano queste risorse, non ci sarà ripresa. Non ci sarà possibilità di spendere su altri prodotti (oggi in crisi come abbigliamento, calzature, oreficeria, mobilio) e soprattutto non ci sarà possibilità di ridurre i debiti familiare e riaccumulare risparmi e quindi investimenti.
I contratti di lavoro da soli non bastano a ridare il potere d’acquisto perduto dalle famiglie italiane.
E un’altra cosa ho colto nella relazione di Giovanni, che voglio rilanciare.
Il problema della stampa. Non sempre è obiettiva. Spesso indulge nel peggiorare le cose, o meglio nell’evidenziare solo quando vanno male.
Avviene nella sanità ma avviene anche su tutto il resto.
Voglio citare un episodio recente successo all’Adoc.
Prima di Natale noi “pronosticammo” una ripresa delle vendite copi saldi invernali.
Lo avevamo previsto contattando persone nei centri commerciali, facendo sondaggi sul sito, chiedendo ai nostri iscritti. Ma anche con il ragionamento. Le vendite prenatalizie avevano registrato un calo del 30% rispetto allo scorso anno. E dopo 8 anni che la gente non ha comprato scarpe o cappotti è facile immaginare ch prima o poi lo farà.
Ebbene i giornali davano spazio a chi diceva che i saldi sarebbero stati un flop anche quest’anno.
Arrivati i saldi, file di 10 km a Roma sul raccordo per raggiungere i centri commerciali, file davanti ai negozi come non si vedevano da 30 anni a Roma,Napoli, Milano.
Ebbene, noi uscimmo subito dicendo “Saldi 2010 più 15% rispetto alle vendite dello scorso anno”.
Altri continuarono a dire flop dei saldi magari stando in fila per raggiungere il negozio.
Ebbene, i giornali, molti giornali, non tutti, ma molti, hanno riportato le dichiarazioni di chi parlava di flop ignorando la nostra posizione avallata dai fatti.
Ecco, la stampa deve darci una mano a costruire la verità senza preconcetti, se no la gente non crederà più a niente.
A proposito delle banche, ho parlato prima dei risparmi sempre più erosi dalla crisi e dalle spese contingenti. ma anche dagli errori di investimento e dalla crisi finanziaria mondiale. E poi ho parlato dei costi dei mutui e delle rate non sempre possibilida pagare per chi sta attraversando un periodo di crisi occupazionale. Voglio allora qui ricordare una fatto che ritengo possa essere utile conoscere. Qualche settimana fa abbiamo raggiunto un importante accordo con l’ABI per una moratoria di un anno dal pagamento delle rate dei mutui per chi perde il lavoro, o sia coinvolto in mobilità occupazionale. E’ importante perché consente di rinviare il pagamento delle rate senza essere iscritti tra i cattivi pagatori. E senza eccessivi oneri aggiuntivi di mora.
E ora invece parlo un po’ di sanità.
Torluccio, nella sua interessante e completa relazione, ha fatto riferimento ai problemi dei Pronto soccorso, e alle difficoltà di gestire l’assistenza domiciliare, e molte altre tematiche di grande interesse per noi come consumatori.
Ebbene sono temi per noi molto importanti. Alcuni già da tempo li stiamo affrontando assieme.
Noi non crediamo nella sanità giudicata solo dal tribunale del malato, che evidenzia le pur gravi e auspicabilmente superabili pecche del sistema.
Noi vogliamo risolvere i problemi!
E vogliamo risolverli prima che diventino problemi, anche con la collaborazione ed il dialogo di tutte le parti interessate Consumatori (pazienti e loro familiari), operatori del settore e sindacato di categoria, amministratori e medici.
E’ necessario fare un fronte comune per risolvere problemi come le liste di attesa, il sovraffollamento dei Pronto soccorso, i posti letto disponibili, i tempi di ricovero, la gestione dell’assistenza domiciliare e il ruolo dei medici di famiglia.
Dovremmo anche parlare di ticket e di spesa per i medicinali, che in Italia continuano a costare anche il 30% in più che in altri paesi confinanti con il nostro.
E questo è insopportabile sia che lo paghi il paziente sia che lo paghi lo stato e quindi tutti noi. Perché dobbiamo pagare di più?
E poi dobbiamo lavorare per un uso intelligente del farmaco, per evitare gli sprechi, per chiedere confezioni a misura di terapia.
Si può lavorare assieme, come assieme stiamo lavorando, con voi, sul territorio. Le realtà dove l’Adoc vede impegnati iscritti e dirigenti dell’FPL sono realtà attive e vivaci. In molte abbiamo già attivato gli sportelli antistalking, come sa Nirvana Nisi, e sono iniziative che stanno avendo un grande successo. Dobbiamo e vogliamo fare di più assieme, a partire da questo vostro congresso.
Auguri di buon lavoro

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