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Le iniziative di comunicazione delle Adoc territoriali. Come ci hanno ripreso i giornali nella campagna avviata dall'Adoc contro il caro vita e per estendere l'iniziativa delle Marche di bloccare i prezzi dei prodotti alimentari per 6 mesi
da Marsala C'è del 18 marzo 2008
Dopo l'incontro tenutosi a Marsala tra i panificatori, l'Associazione a difesa e orientamento dei consumatori (Adoc), in una nota inviata al nostro quotidiano, comunica il suo dissenso riguardo l'aumento del prezzo del pane concordato. “Siamo costretti ad intervenire – dichiara il presidente provinciale dell'Adoc, Pino Amodeo - sull’ennesimo tentativo di aumento del prezzo pane deciso ancora una volta unilateralmente, senza confronto con le associazioni dei consumatori, ed in modo corporativistico. Noi abbiamo troppo rispetto per i panificatori, perchè svolgono un lavoro gravoso e di primaria importanza, non a caso il pane rimane il principale alimento dei consumatori”. Dai dati che l'Adoc stessa ci comunica, apprendiamo che dal 2002 ad oggi il prezzo del pane è passato dalle 2.000 delle vecchie lire, cioè ... € 1,03, a quello fissato dai panificatori di € 2,40, cioè a 4.644 Lire con un aumento superiore al 100 per cento. “E’ pur vero che giornalmente – continua Amodeo - assistiamo ad una corsa sfrenata all’aumento generalizzato dei prezzi, senza nessuna giustificazione soprattutto per i generi alimentari, con la sostanziale differenza che al nord gli aumenti sono molto più contenuti che dalle nostre parti. Un esempio: la pasta al nord è aumentata intorno del 20%, da noi invece il suo prezzo è raddoppiato”. Un dato significativo a questo riguardo è che, dopo l'aumento del prezzo del pane, immediatamente tutti gli altri generi alimentari subiscono ritocchi al rialzo, a volte vistosi, con la conseguenza di un ulteriore aumento del caro vita, a danno soprattutto delle famiglie più bisognose. Dopo l'adozione dell'euro, nel corso degli anni abbiamo assistito ad un incidenza sempre maggiore della spesa alimentare sulla disponibilità finanziaria di una famiglia media. “I lavoratori dipendenti ed i pensionati – precisa Pino Amodeo - non sono più in grado di far fronte a questi ulteriori aumenti, molti dei quali sono solo speculativi. Occorrono interventi immediati, che una classe politica, sempre più distratta da altri interessi, non ha la capacità di affrontare con la dovuta determinazione. Per queste motivazioni chiediamo più trasparenza sui meccanismi di formazione del prezzo dei prodotti, soprattutto alimentari, per verificare come sia possibile un divario così ampio tra il prezzo praticato dal produttore e quello pagato dal consumatore, che alle volte subisce aumenti sino a dieci volte rispetto a quello originario”.
da Il Messaggero, (ed. Abruzzo/l'Aquila) del 09/03/2008
da Il Messaggero, (ed. Abruzzo/l'Aquila) del 09/03/2008
"...partirà in città il monitoraggio dei prezzi dei beni di consumo che, in previsione di Pasqua, potrebbero aumentare in maniera ingiustificata. L'iniziativa, intrapresa dall'Associazione difesa e orientamento dei consumatori (Adoc), mira a evitare rincari che in periodi particolari dell'anno colpiscono le tasche dei cittadini. L'analisi dei prezzi non interesserà solo colombe e uova al cioccolato, ma anche le offerte proposte dai grandi supermercati per smaltire le scorte di merci, quali carne, frutta, verdura. "Ci aspettiamo rincari nei generi di prima necessità - ha spiegato il presidente provinciale dell'Adoc Antonello Galassi - come sempre avviene in occasione delle feste, tanto che l'Istat ha sempre inserito la nostra città tra quelle più care". Una situazione quella aquilana che vede aumenti anche in altri settori, soprattutto dopo il caro petrolio. "L'Aquila - ha detto Galassi - è una delle città con maggiori insolvenze nei mutui per la casa e nei prestiti personali. I cittadini inoltre sono penalizzati per via dei consumi da riscaldamento. L'Adoc ha più volte chiesto la riduzione delle tasse a livello regionale, creando una mappa dei Comuni più freddi nei quali consentire tariffe più basse, uniformando l'aliquota di gas da cucina a da riscaldamento e permettendo di rateizzare importi troppo esosi per i consumatori. Vorremmo maggiore sostegno anche a favore degli anziani e sottoporremo all'amministrazione comunale una richiesta di esenzione o riduzione della tassa sui rifiuti per questa categoria".
Bravo Antonello!
da il Messaggero Veneto del 20/02/2008
Contro possibili e indiscriminati aumenti di frutta e verdura a causa delle gelate di questi giorni L'Adoc manda gli "sceriffi" per controllare i prezzi Contro i possibili aumenti indiscriminati dei prezzi di frutta e verdura, derivanti dalle gelate di questi giorni, l'Adoc manda in campo i suoi "sceriffi". "Da oggi i volontari dell'associazione - spiega il presidente, Ugo Previti - andranno in incognito in supermercati, centri commerciali e negozi della provincia di Gorizia per controllare i prezzi e verificare lo scostamento giorno per giorno". L'iniziativa è nata in seguito all'annuncio di nuovi rincari per frutta e verdura da parte della Confederazione italiana degli agricoltori a partire dalla prossima settimana, a causa dell'ondata di freddo. "Certo, si possono anche mettere in conto leggeri incrementi - afferma Previti -, ma non vorremmo che, con la scusa della temperatura bassa, arrivassero vere e proprie stangate". Da quanto si capisce, gli aumenti potrebbero arrivare addirittura al 45% se il rigore invernale dovesse durare, mentre se il tempo migliorerà nei prossimi giorni i rincari dovrebbero essere decisamente inferiori. "È evidente che, al momento siamo nella fase degli annunci - sottolinea Previti -, ma proprio per questo e vista la diffusione che è stata data a queste previsioni, abbiamo deciso di muoverci subito, aderendo alla campagna controlli attivata a livello nazionale dall'Adoc. Mi auguro che la notizia di questi controlli a sorpresa e in incognito serva anche da deterrente e che freni, magari, la corsa ai rincari". Previti tiene a precisare di non essere contro i commercianti "le cui attività sono appesantite da spese sempre maggiori per l'elettricità, la raccolta di rifiuti e, in inverno, anche per il riscaldamento", ma sottolinea anche che "questi problemi non possono essere rovesciati nelle tasche del consumatore che deve fare i conti con un potere d'acquisto sempre più limitato, cosa che rende drammatica la situazione di chi si trova a vivere con un reddito medio-basso". Previti ricorda, peraltro, che una sua battaglia costante riguarda proprio le spese fisse, come quelle relative a bollette, luce, acqua, gas e assicurazioni "perché sono proprio queste le "legnate" maggiori che aggrediscono i bilanci non solo delle famiglie ma, come detto, degli stessi commercianti che sono, a loro volta, consumatori". Il presidente dell'Adoc, quindi, sollecita ancora una volta le istituzioni ad affrontare il problema delle spese fisse "che innescano una serie di conseguenze a catena sui prezzi incidendo, alla fine, su tutta l'economia". Previti annuncia, quindi, che l'Adoc sta lavorando anche su altre iniziative "volte a sensibilizzare su queste problematiche che finiscono per pesare fortemente sulle famiglie". Patrizia Artico.
Bravo Ugo
da La Nazione del 20 febbraio 2008
INTANTO anche l'Adoc alza la voce e chiede un tavolo di confronto con la Regione e con l'assessore Mario Giovannetti. "Non è possibile giustificare aumenti dei prezzi al dettaglio di frutta e verdura solo per cause stagionali ? osserva il presidente Angelo Garofalo ? . In ogni caso il gelo dovrebbe incidere maggiormente sulla produzione ma non sui passaggi intermedi e sulla distribuzione, come invece risulterebbe dalle stime della Cia. Dato che le produzioni invernali avvengono quasi tutte in serra, aumenti del genere appaiono, a nostro giudizio, meramente speculativi". Tra le richieste dell'Adoc: l'intervento urgente della Guardia di Finanza e la convocazione di un tavolo regionale per bloccare sul nascere possibili fenomeni speculativi. - -->.
da il Messaggero del 26 febbraio
E mentre anche nella regione si aspettano gli effetti di Mister Prezzi, con le Camere di commercio pronte a dar man forte ai cittadini nel caso di sospette anomalie e speculazioni, l'Adoc ha inviato nella regione gli "sceriffi" per rilevare i prezzi di una serie di prodotti di largo consumo applicati in questi ultimi giorni e tornare sugli stessi posti tra una settimana per verificarne le dinamiche. Perché secondo certe previsioni, le arance dovrebbero passare da 1,45 euro al chilogrammo, così come rilevato dall'Adoc, a 1,88 euro, le pere toccheranno quota 2,04 euro al chilogrammo, le melanzane passeranno da 2,30 euro a 2,99 euro, le carote da 0,99 euro 1,20 euro al chilo. L'aumento, insomma, per quanto riguarda frutta e verdura dovrebbe attestarsi attorno al 30%, secondo le stime della Cia. Ma in crescita sarebbero anche i prezzi di un'altra serie di beni di prima necessità, tra cui carne, latte, formaggi e, perfino, pannolini. Le ragioni? Per quanto riguarda il settore ortofrutticolo, uno dei motivi, secondo le stime della Confederazione italiana agricoltori nazionale, si nasconderebbe dietro l'andamento meteo di quest'ultimo periodo. Le ondate di gelo di questi giorni, infatti, potrebbero provocare ulteriori rialzi dei prezzi al consumo di frutta e verdura. Sulla questione, è sceso in campo l'Adoc regionale, presieduta da Angelo Garofano, secondo il quale non basterebbero i rigori dell'inverno a giustificare gli aumenti dei prezzi al dettaglio di frutta e verdura. In ogni caso, sostiene il sindacato dei consumatori, l'ondata di gelo dovrebbe incidere soprattutto sulla produzione e non, invece, sui passaggi intermedi e sulla distribuzione, come invece risulterebbe dalle stime della Cia. Ciò, sempre secondo l'Adoc, in considerazione anche del fatto che le produzioni invernali avvengono quasi tutte in serra. Ragione per cui il sindacato chiede l'intervento di Guardia di Finanza e Mister prezzi, oltre alla necessità di convocare quanto prima un "tavolo regionale" per bloccare sul nascere possibili fenomeni di aumento dei prezzi non giustificati. Con il rincaro del 30% stimato dalla Cia, infatti, per l'Adoc la spesa mensile delle famiglie potrebbe aumentare di 22 euro che, facendo due conti, comporterebbe a fine anno, rispetto al gennaio appena trascorso, una spesa pari a 220 euro in più a nucleo familiare. Ma la situazione dei prezzi non sarebbe migliore neppure per altri generi di largo consumo. "Abbiamo chiesto - spiega Alessandro Petruzzi, presidente regionale di Federconsumatori - la convocazione urgente di una consulta regionale per consumo per il blocco dei prezzi, come è già stato fatto nelle Marche." Sulla lista della spesa, infatti, sono in aumento, oltre a frutta e verdura, anche carne, formaggi, latte e pannolini. Continua Petruzzi: "La carne, secondo quanto segnalato anche dall'Istat e da Mister prezzi, è aumentata, nei primi mesi del 2008, dell'11-12%. In crescita anche i prezzi dei prodotti per anziani e bambini, come ad esempio i pannolini, di latte e formaggi". Intanto, in attesa di Mister Prezzi arrivano gli sceriffi della spesa. "Abbiamo dato incarico a nostri collaboratori - spiega Garofalo - di andare a fare verifiche su prezzi ed eventuali aumenti nei prodotti di largo consumo. Poi, tra 8-9 giorni torneremo negli stessi posti per vedere cosa è successo facendo una nuova rilevazione e mettendola a confronto con la precedente. Abbiamo accolto con favore l'introduzione del garante dei prezzi e ci auspichiamo che a tutela dei consumatori ma anche dei tanti negozianti onesti che i controlli siano incisivi e severi". Anche per l'Adoc si tratta di portare intorno allo stesso tavolo tutti "gli attori" coinvolti nel processo di formazione dei prezzi e "stabilire insieme cosa fare per gestire l'intera filiera".
Bravo Angelo
da il Mattino del 23 febbraio 2008
Ha più di un diavolo per capello Lello Sepe, presidente dell'Adoc: "Si stenta a capire - tuona - che l'aumento dei prezzi è un'emergenza sociale al pari dei rifiuti. Bisogna intervenire con la massima urgenza, senza ulteriori sottovalutazioni". L'allarme nasce dagli ultimi rilievi dei volontari del Vico: i "vigilantes" che, per conto dell'Adoc, mantengono un monitoraggio costante dei prezzi in città. Ebbene, nei rilevamenti di febbraio, ultimati ieri, è venuto fuori che molti generi alimentari a Salerno sono aumentati più che in qualsiasi altro posto in Italia. Sul banco degli imputati l'Adoc mette appunto ortofrutta e pesce: "Siamo ben al di sopra dei dati nazionali, che pure denunciano rincari anomali, fuori da ogni logica". A Salerno, appunto, per l'Adoc va anche peggio. Qualche esempio? "Le zucchine - risponde Sepe - che in molti punti vendita hanno ormai toccato i 6 euro al chilo. Il doppio rispetto a dicembre. O le carote, rincarate del 30% in meno di due mesi, e la frutta in genere, dove gli aumenti sono del 7-8% con punte del 30% per le clementine". Le cause dei rincari. L'Adoc non ha dubbi: speculazione. O anche peggio "Non ci sono ragioni plausibili. Ma c'è un dato che negli ultimi rilevamenti ci ha sopreso: i rincari stavolta sono generalizzati, toccano i negozi come gli ipermercati e i mercatini rionali". La spiegazione? "Gli esercenti fanno lobbie, e chi ne paga le spese è il consumatore". Quale allora la soluzione per il consumatore? L'Adoc bacchetta soprattutto le amministrazioni locali: "I dati raccolti con i nostri monitoraggi - dice Sepe - potrebbero localmente supportare non poco gli enti nella pianificazione degli interventi di sostegno alle famiglie.
Bravo Lello
dalla Sicilia del 23 febbraio 2008
Adoc e caro prezzi Accordo politico con chi blocca l'aumento smodato dei costi L'Adoc torna ad intervenire sul caro prezzi e a denunciare l'inazione della politica locale e questo sebbene siamo già sotto elezioni. "Anche l'Istat - sostiene in una propria nota - ormai si accorge che i prezzi aumentano in modo insostenibile. E i consumatori muovono nuovamente all'attacco delle istituzioni locali, colpevoli di non aver mosso un dito da quando è scattato il cambio moneta lira/euro e nonostante la Sicilia e Catania restino fermamente ancorate agli ultimi posti della ricchezza europea e nazionale. L'Istat certifica che nel settore dei beni di largo consumo gli aumenti medi abbiamo toccato quasi il 5%. Considerato che il 60% delle spese vengono fatte al supermercato, a Catania l'indice di aumento è assolutamente in linea con la media nazionale". E Claudio Melchiorre, sulla base di alcune elaborazioni dell'Osservatorio Adoc sui prezzi, aggiunge che "ovviamente non per tutto siamo nella media nazionale. Per la benzina e il gasolio gli aumenti sono superiori alla media, in linea con la tradizione siciliana di avere i prezzi del carburante tra i più alti d'Europa. Mentre per le case, i costi non sono quelli di Roma o Milano, ma non hanno molto da invidiare alle medie città ricche del centro Nord". L'analisi si conclude con un invito elettorale. "Almeno in vista delle elezioni i nostri dirigenti dovrebbero dirci cosa intendono fare. Noi siamo disponibili a sottoscrivere formale accordo con chi ci garantirà una politica per i consumatori che si basi su alcuni pilastri".
Bravo Claudio
dal Mattino del 24 febbraio 2008
Ma le associazioni a tutela dei consumatori denunciano soprattutto la carenza dei controlli che favorirebbe gli aumenti ingiustificati dei prezzi. «In città i commercianti continuano a dettare legge tra l'indifferenza delle istituzioni e degli organi preposti al controllo dei prezzi - denuncia Attilio Mediatore dell'Adoc - l'inflazione e il caro-prezzi sono i temi della campagna elettorale ma, sul piano pratico, registriamo l'assenza di inziative. L'associazione sta appoggiando l'azione del Ministero delle attività produttive ma abbiamo verificato che il Comune di Avellino non collabora con la rilevazione mensile dei prezzi e non ha attivato la rete di controlli che abbiamo richiesto. Non escludiamo di presentare un esposto alla Procura della Repubblica».
Bravo Attlio
Bravo Attlio
dal Corriere Adriaticio del 24 febbraio 2008
I dati con le rilevazioni condotte dall'Adoc - L'aumento dei prezzi ormai è settimanale ad Ancona - In due settimane il prezzo delle mele, nelle Marche, è salito del 15%; quello delle clementine del 10. Due dati diffusi dall'Adoc che conduce rilevazioni nei supermercati dei principali centri marchigiani. Il resoconto è stato pubblicato ieri quando da Roma è rimbalzata la notizia che l'aumento dell'inflazione, tenuto conto degli acquisti reali delle famiglie, è ben più alta - il doppio - di quella rilevata ogni mese dall'Istat. "E' una situazione - rileva l'associazione in una nota - che avevamo denunciato da tempo: non c'è una corrispondenza tra l'inflazione dichiarata e quella percepita dai consumatori". Nel mirino finiscono soprattutto frutta e verdura ma non manca il pesce che pure è un prodotto largamente disponibile sulle nostre tavole e su cui incide il problema del caro-gasolio, come più volte denunciato dagli stessi pescatori. Tra gli altri prodotti segnalati dall'Adoc quanto ad aumenti il parmigiano è passato da 15,31 a 15,63 euro al chilo. Sono 30 centesimi, cioè quasi 600 delle vecchie lire d'aumento in due sole settimane. L'Adoc si dice convinta "di proseguire nell'azione di monitoraggio per informare costantemente il cittadino e scoraggiare eventuali speculazioni". Intanto è in partenza il paniere concordato dalla Regione per raffreddare i prezzi per sei mesi.
Bravi gli amici di Ancona
da La Stampa, del 26/02/2008
Andrea Piccirilli, presidente dell'Adoc e coordinatore dell'Assoconsumatori Vda: "L'iniziativa che è stata portata avanti nelle Marche si chiama "Facciamo tornare i nostri conti". E' stato individuato un paniere di 75 prodotti alimentari, che avranno il prezzo bloccato fino alla fine dell'estate". La lettera è stata inviata nei giorni scorsi alla Camera di Commercio. "Ci attendiamo una risposta in tempi brevi" dice Piccirili. Il coordinatore dell'Assoconsumatori aggiunge: "L'esperienza delle Marche è importante anche perché sono state coinvolte le associazioni della grande, media e piccola distribuzione. Anche un negozietto può decidere di individuare alcuni prodotti, impegnandosi a mantenere i prezzi stabili per alcuni mesi". Le associazioni dei consumatori sono chiamate a sorvegliare che il "blocco" concordato sia rispettato. "Nelle Marche - aggiunge Piccirilli - la Regione ha favorito questo incontro tra la domanda e l'offerta. Nella lettera inviata al presidente della Chambre, abbiamo auspicato che in Valle accada lo stesso". Intanto, a livello nazionale è entrato in funzione il numero verde per collaborare con "Mister Prezzi", il garante chiamato a sorvegliare l'andamento del costo della vita. Il numero è 800.95.59.59 ed è attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 15.
Dal Piccolo di Trieste, del 02/03/2008
A prendere posizione è - nuovamente - il responsabile provinciale dell'Adoc, Ugo Previti che, nei giorni scorsi, ha incontrato i consiglieri regionali eletti nell'Isontino. Al momento, la richiesta della Carta può essere fatta ai comuni dalle famiglie con almeno un figlio a carico. Queste devono presentare una certificazione Isee con redditi complessivi non superiori ai 30 mila euro (per quelle con più di quattro figli non è necessaria la presentazione del reddito). Nel testo studiato dalla Regione non vengono però considerate le famiglie dei separati o le coppie non sposate. La battaglia dell'Adoc è una battaglia per tutte le famiglie. La speranza dell'associazione è che l'applicazione venga sospesa per evitare che le risorse vengano disperse prima che si possano portare le necessarie modifiche al regolamento. "Nell'Isontino, ma anche nelle altre aree del Friuli Venezia Giulia, ci sono diverse famiglie formate da un genitore solo, uomo o donna è indifferente, che ha uno o più figli a carico. Ebbene queste persone sono ancora più in difficoltà della famiglia tradizionale perché, anche se c'è una partecipazione finanziaria dell'ex coniuge i problemi economici sono elevati, salvo che, ovviamente, non si sia in presenza di stipendi decisamente alti", conclude Previti.

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